Se potessi avere… una lira al mese (Goodbye Cairo)

Egyptian Money

Elegy of Egyptian 1 Pound-notes: the dirtiest, teared-out, evil-smelling currency in the world – and the true, great Palimpsest of Monster Town. Plus a few pics of Ramadan in Cairo.

Il nostro soggiorno cairota sta per concludersi. Dieci giorni di caldo a 40 gradi e umidità al 70%, difficoltà logistiche e umane dovute ai ritmi del Ramadan d’agosto, odori incredibilmente dolciastri e fetori di fogna, suoni e rumori di una Napoli moltiplicata per un milione di volte, colori della rivoluzione di gennaio divenuti già souvenir sulle bancarelle – mentre l’Egitto aspetta ancora il futuro nella sua incerta transizione. Il brivido di una corsa in metrò (eh sì, su mia insistenza alla fine ci siam saliti) senza aria condizionata nella notte di sudore, abbuffate e strepiti. Ma la cosa che più mi resterà nelle narici e negli occhi di questa Babilonia tra Nord Africa e Medio Oriente, sono le banconote da un pound – una lira egiziana (valore odierno: 0,11643 euro, in discesa). Già. Altro che Piramidi, Canale di Suez, diga di Assuan: sono i soldi il miglior palinsesto di Monster City, l’oggetto che più di tutti racconta la straordinaria stratificazione storica, umana, sociale di questo (grosso) spicchio di mondo. Lacere, sporchissime e maleodoranti. Dopo i primi giorni ho smesso di sorprendermi nel vedere tassisti e negozianti accettare qualsiasi biglietto cartaceo gli allungassi, anche se liso, sbrindellato, roso dal tempo. Le banconote egiziane sono note per essere molto malridotte ed emanare un caratteristico cattivo odore: da dove viene, cos’è? Nessuno lo sa. Alcuni ipotizzano sia dovuto all’uso che ne fanno i locali: chi le nasconde nelle scarpe, le donne nel reggiseno, macellai e pescatori tendono il resto senza pulirsi le mani. I conducenti degli autobus le tengono in mano per tutta la corsa, impregnandole di sudore. Puzza perché non è rinnovata di frequente, avanzano altri: un biglietto stampato nel 1995 resta sul mercato all’infinito finché non si logora, lo Stato sforna valuta a ritmo molto lento. Venti milioni di abitanti ha il Cairo: 40 milioni di mani che ogni giorno si passano soldi di carta, in una città nata per il commercio. In uno dei paesi più turistici al mondo – almeno fino alla rivoluzione.

Vi lascio con una breve galleria di questi giorni e notti di Ramadan nella “madre di tutte le città”, che non dimenticherò:

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Filed under Egitto, Il Mediterraneo delle Rivoluzioni

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