Libia – e la Russia dov’è?

Tornata a Mosca, una boccata d’aria fresca dopo la cappa del Cairo. Ma la Libia – che domina sui media di tutto il mondo – sulle tv russe non c’è. Se non per pochi minuti. Nessuno speciale, nessuna dichiarazione ufficiale sulla caduta di Tripoli da Cremlino e Casa Bianca. Putin e Medvedev, dove siete? Se si eccettua il lapalissiano ministro degli esteri Lavrov: “La svolta drammatica degli eventi nel conflitto libico testimonia, con ogni segno possibile, un imminente slittamento del potere nelle mani dei ribelli”, ha commentato lunedi con gli auspici che il bagno di sangue finisca presto. Più eloquente persino Pechino, altra bastian contrario all’Onu su Tripoli, che sempre lunedi bene o male si è schierata per la caduta rapida del regime.

Facile capire il perché di questo silenzio. La Russia che ha votato la prima risoluzione Onu che impose sanzioni a Gheddafi e al suo governo, ma si è astenuta sulla seconda che a marzo ha legittimato l’intervento militare, oggi è in grande difficoltà. In fumo miliardi di dollari di contratti in energia, armi e infrastrutture (link). Quelle armi con cui ribelli e lealisti hanno sparato l’uno contro l’altro, perlopiù erano vecchi relitti sovietici. Mosca che sperava di rammodernare l’arsenale di Gheddafi con nuovi contratti, ora non darà asilo al Colonnello, giura oggi l’inviato per l’Africa di Medvedev, Margelov. Il Cremlino nei mesi scorsi si era speso per tentare di fare da mediatore tra occidente e Tripoli, invano. Ma è la corsa all’oro futuro del petrolio libico che è persa per i russi: con Italia, Francia, Ue e Usa in testa, ricordava ieri anche Reuters, a Mosca e Pechino non resta che stare a guardare. Le russe Gazprom e Tatneft avevano progetti da miliardi di dollari a Tripoli prima della guerra, ricorda oggi il Moscow Times. “Ora abbiamo perso completamente la Libia” concede un politologo “Le nostre compagnie perderanno tutto perché la Nato gli impedirà di fare business lì”. E presto, forse, verrà il turno della Siria, alleata di ferro di Mosca su cui la Russia all’Onu fa blocco totale.

Se Mosca tace per ora sulla Libia, però – cosa buffa – Gheddafi a quanto pare parla coi russi: per far sapere al mondo che non molla, è andato a dirlo al suo amico russo Iljumzhinov, il bizzarro presidente della Federazione mondiale di scacchi, calmucco-buddista, un tipo originale che sostiene di esser stato rapito in passato dagli alieni e poi rilasciato. Se ricordate, mesi fa quando i bombardamenti Nato già infuriavano su Tripoli, era stato l’unico a far visita al lìder libico mostrandogli amicizia.

Un effetto di questo imabrazzo però forse ci sarà, sulla politica interna russa: almeno su Tripoli, Medvedev batte Putin. A marzo, il presidente russo aveva bacchettato duramente il premier dopo che questi, contrario all’intervento contro il Colonnello, aveva definito la guerra Nato una “crociata medievale”.

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Filed under Il Mediterraneo delle Rivoluzioni, Russia/ ex Soviet Space

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