Meglio tardi che mai? Russia-Libia 2, e fine Ramadan a Mosca

Alla fine si sono “allineati” anche loro, tra gli ultimi al mondo: da oggi la bandiera dei ribelli del Cnt libico sventola anche sull’ambasciata di Tripoli a Mosca. Segno che qualcosa sta cambiando anche nell’atteggiamento russo verso i fatti libici. Ma anche che la “terza via” nella risoluzione di quella crisi come nelle altre rivolte arabe proposta da Pechino e Mosca – la linea putiniana delle non interferenza, non totalmente condivisa da Medvedev – risulta sempre più perdente . Manca solo la Siria su cui all’Onu il braccio di ferro continua: proprio oggi un’emissario russo è a Damasco. In verità la vecchia bandiera “Gheddafina” verde monocolore era stata ammainata già il 25 agosto dai diplomatici libici della capitale russa, ma non era stata sostituita subito col tricolore nero-rosso-verde di Bengasi. Evidentemente incerti delle possibili reazioni di Cremlino e Casa Bianca. “Continueremo a lavorare con i rappresentanti libici a Mosca”, ha commentato oggi la notizia il Ministero degli Esteri russo. Del resto, non si tratta delle stesse persone? Che sarà mai una bandiera.

Se la bandiera ribelle si fa strada in Russia, quella dell’islam non può sventolare nel cuore della Russia. Domani anche a Mosca si celebra la fine del Ramadan. E il Comune ha trovato una soluzione all’ultimo minuto per ospitare la preghiera collettiva dei musulmani moscoviti (quasi 2 milioni, che ne fanno la città europea che ospita la maggiore comunità musulmana, anche se non tutti praticanti) ed evitare le scene dell’anno scorso – le strade del centro invase dai tappetini per la preghiera – che gettarono (chissà perché) il “panico” tra i moscoviti d’altra fede. Dove si riuniranno stavolta? In un bel capannone della vecchia fiera sovietica nel parco di Sokolniki, a nordest di Mosca. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore? Tutti non c’entrano comunque, fa notare la segreteria dei mufti russi. Perché la vera questione è un’altra: la battaglia, irrisolta, per costruire una nuova moschea nella capitale russa. Minimo una – ne servirebbero di più. Ma il comunue da vent’anni dice no. la Russia però – lo sa bene Putin – non si può permettere l’islamofobia, in un paese dove i fedeli di Allah sono tra i 15 e i 20 milioni, non “stranieri” o “immigrati” ma cittadini russi a tutti gli effetti. E l’islam è presente nel paese da secoli. Sapete che tengo all’argomento – presto un mio approfondimento sulla faccenda. Intanto, Eid Mubarak a tutti!

(foto 1: Ambasciata di Libia a Mosca – RiaNovosti; foto 2: venerdi di preghiera in Russia, Reuters)

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Filed under Il Mediterraneo delle Rivoluzioni, Russia/ ex Soviet Space

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