Russia-Syria / reloaded

Today I went to Ria Novosti to hear from a russian Federation Council delegation just back from Syria their view on the situation there. Guess what. But then came the best: a speech by a syrian oppositioner in Msk, followed by a quasi-fight among arabic tv-s correspondents. Great Umma vs Kremlin’s back.

Appena atterrata a Mosca dopo il lungo tour mediterraneo, e subito ci sono incontri interessanti. Una delegazione del parlamento russo si è recata in Siria questa settimana per valutare la situazione – un privilegio unico, negato finora a tutti i paesi occidentali ed europei. Sono stati a Damasco, Aleppo, Homs, Deera. Hanno incontrato il presidente Bashar Assad. Sono tornati ieri, e oggi nella sede di Ria Novosti hanno raccontato cosa hanno visto. Nell’ottica, è ovvio, della vecchia, ferrea alleanza tra Mosca e Damasco: lo scontro per i russi è tra il potere di Assad e “bande armate illegali”, “banditi” appoggiati da forze esterne che vogliono destabilizzare il paese. Le stesse identiche parole – guarda un po’ – usate da Mosca per descrivere la lotta coi ribelli del Nord Caucaso. I racconti drammatici dei media occidentali sulla crisi siriana sono “esagerati” per i russi, “non tutto è bianco e nero”. Una posizione sempre più opposta a quella Usa sulla Siria; e ieri anche il turco Erdogan ha annunciato lo stop al dialogo con Damasco. A Mosca, sullo schermo in sala stampa scorrevano immagini di Medvedev alternate a primi piani di Assad e foto della manifestazioni pro regime a Damasco. Qualche concessione alle proteste e lamentele sociali dell’opposizione “buona e ragionevole”, quella autorizzata dal potere alavita, “obiettivamente autoritario”. Ma alla fine l’imbarazzo per quello che per Mosca potrebbe rivelarsi un cul de sac alla libica, con conseguenze pesanti sullo scenario internazionale, viene fuori. Zriad Vabsabi, commissione affari esteri al senato russo, siriano-russo-ceceno (è anche consigliere di Ramzan Kadyrov a Mosca… toh! e prima lo era stato di Dudaev e Mashadov) si fa scappare di aver provato a incontrare qualcuno dell’opposizione “vera” in Siria, ma di non esserci riuscito. Questi non lo avrebbero richiamato al telefono, avrebbero dato buca a un paio di incontri, dopo avergli dato appuntamento “in un posto imprecisato a destra dopo un negozietto, nello scantinato”. Indovinate perché. Proprio stamattina Damasco ha ammonito la Russia a rispettare gli accordi sulla vendita di armamenti ai siriani. Ma l’incontro ha riservato più d’un guizzo, sintomo degli attuali rapporti Russia-Siria. Un uomo si è alzato: “Sono un rappresentante dell’opposizione siriana in Russia, è chiaro che il vostro viaggio è stato organizzato dal governo e controllato a vista dai servizi segreti siriani, vi hanno fatto vedere solo ciò che volevano”, in sintesi. Con numeri e dettagli sulla repressione. Non è stato fucilato sul colpo. Ma non ha ricevuto una risposta puntuale. Sul finale scatta quasi una rissa tra i corrispondenti delle tv arabe a Mosca: da un lato i pro-siriani di Al Manar (la tv libanese di Hezbollah), dall’altro i colleghi Al Jazeera e Al Arabia, che esortavano i delegati a “dire semplicemente la verità, invece di confutare le tesi dei media occidentali con contro-propaganda”. Per poco non ci son scappate le botte. La grande Umma che parla russo è agitata.

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Filed under Il Mediterraneo delle Rivoluzioni, Middle East, Russia/ ex Soviet Space

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