Putin, Peskov e la Russia fuori dal raccordo

L’ha fatto. Dmitri Peskov, portavoce di Putin, ha concesso un’intervista a Dozhd: la pay e web TV russa amata dai giovani e cliccatissima su internet, stile Mtv e nessun argomento tabù, da Magnitsky a Khodorkovsky a Kadyrov. Di fatto, l’unica tv d’opposizione oggi in Russia anche se lo nega. Un modo, l’intervista, per parlare anche all’intelligentsia che non ama Putin? Probabile. Ma anche un riconoscimento a quel mondo sommerso dei media non ufficiali e della rete russa che è sempre più intollerante verso il Potere in carica, ed evidentemente comincia a contare, o almeno a esser preso in considerazione, anche ai vertici della politica. By the way: Putin sa usare internet benissimo. E non ha pescato nessuna anfora antica – parola di Peskov. Interrogato proprio sui “ribelli” internauti russi, il portavoce ha dovuto ammettere: “E’ vero, nella capitale risuona la parola ‘stagnazione’, e c’è stanchezza [verso Putin, ndr]. Ma la Russia non finisce dentro l’anello dei giardini di Mosca [l’arteria che delimita il centro, ndr]. Né nelle stanze di chi può perdere tre, quattro ore al giorno sui social network o a scrivere sui blog”, sorriso. Stoccata. Vero: Mosca non è la Russia. Ma anche no: la blogosfera russa registra 40 milioni di post al secondo, gli ha ricordato una delle 4 intervistatrici. Assai di più degli abitanti di Mosca.

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Filed under Russia/ ex Soviet Space

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