Mosca e il maggio francese

“Meravigliatevi quando vi annientano. Smettete di aver paura. Combattete per i vostri valori. Esigete elezioni oneste. Fate dimettere entrambi – E state in salute!”. Non è un proclama del ’68 parigino, ma la copertina del numero di questa settimana di Bolshoy Gorod, la rivista “urban” giovanile e trendy su Mosca che nella capitale tira 140mila copie ed è distribuita in tutti i locali più frequentati e alla moda, anche gratis. Di nicchia, ma neanche troppo. E un dissidente “Basta!” in corsivo rosso. Ovvio che il paragone col ’68 non regge neanche un po’. Nonostante l’insofferenza crescente nel popolo per Putin-Brezhnev, sommata alla delusione e alla rabbia per lo scambio di poltrone nel tandem in spregio all’elettorato. Ma la scelta di una rivista non certo politica è sorprendente. “Chiedete l’impossibile”, recita ancora l’editoriale, firmato da Filipp Dzjadko. All’interno del bisettimanale, facsimili di suppliche da rivolgere alle autorità per liberare russi incarcerati ingiustamente, inclusi casi celebri.

E Bolshoy Gorod pochi giorni dopo ha colpito ancora, con un blitz notturno la notte del compleanno di Putin. Sulla centralissima via Tverskaya sono apparsi dei singolari manifesti (la foto è mia, tornavo a piedi da una piccola commemorazione alla casa di Anna Politkovskaya e li ho visti): un Putin fumetto cerca di dare fuoco a un terrorista nascosto dentro un gabinetto, sottotitolo “Putin è… ripulire i cessi”, riferita alla celebre frase dell’ex zar sul voler scovare i terroristi del Caucaso “fin nel gabinetto”. Non ciclostili da samizdat, ma grandi cartelloni pubblicitari inseriti negli spazi appositi del comune. Nessuna firma, ma il logo in basso a destra parla chiaro: BG. Intellettuali e blogonauti che non hanno nulla di meglio da fare, direbbe il portavoce di Putin. Ma certo è che copertina e manifesti nel cuore della grande mela russa un anno fa sarebbero stati impensabili – benché non impossibili. E’ questa oggi la differenza.

Barzelletta del giorno: Un uomo parcheggia la sua auto sulla Piazza Rossa. Un poliziotto gli corre incontro: “Ma che fa?! Lei è proprio di fronte al Cremlino!” L’uomo: “Non si preoccupi, chiudo a chiave e ho un buon sistema d’allarme”.


		

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Filed under Russia/ ex Soviet Space

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