Per un nazionalismo “educato”

A una settimana dalla Marcia Russa, la sfilata dei nazionalisti per la festa dell’Unità Nazionale il 4 novembre (Putin l’ha sostituita alla ricorrenza della Rivoluzione d’Ottobre), non si spegne il dibattito sui come e perché: un “nazionalismo educato”, l’hanno definito molti media locali notando il cambiamento di slogan, vessilli e umori rispetto alle marce degli anni passati: “Basta sfamare il Caucaso!” invece di “Heil Hitler!”, “Abbasso il partito dei Ladri e Truffatori” (Russia Unita di Putin), più famiglie e teen ager in luogo di ultrà facinorosi e nazi duri. Un’abile operazione di remake up, guidata dalla star blogger Navalny  (Gloria alla Russia! ha gridato comunque dal palco prima di attaccare la corruzione del regime – vergogna), giudicano altri, che mira a guadagnare uno spazio politico ufficiale per la destra russa e collocarla all’Opposizione (anche contro Putin, novità), ma che non cambia la sostanza: i saluti romani non sono mancati, come gli slogan offensivi anti-Islam dei più radicali, pur tenuti a bada – incredibile – dai vecchi destrorsi anni 90 di Pomjat. Per fortuna nessun incidente. E poi tanta confusione: dai filo zaristi agli anticristi, e molti votano comunista (giuro), non Ldpr. Il giorno prima avevo incontrato Konstantin Krylov, filosofo, scrittore e ideologo (molto hi tech: all’intervista si è presentato con Ipad, Iphone e Mac) di questa “nuova” destra russa, fondatore della Marcia Russa – arrestato poco dopo per “estremismo”. Al mito della Russia imperiale, dice lui, non ci credono più neppure loro, gli basta (sic) una Russia anche piccola e senza gli ex satelliti, ma, in breve, bianca. Ma “con un partito conservatore vero, sul genere delle destre europee”, Le Pen, gli austriaci etc. (bbrr) – per questo dicono, ci vuole la democrazia, in Russia non c’è. Il Caucaso “se si separa è meglio”, ma può anche restare se se ne sta buono senza riversarsi a Mosca: per evitare guerre basta tenerli a debita distanza quei terroni musulmani, magari con una sorta di “confine”. Non ce la faranno mai.

La foto è mia: Mosca, periferia di Ljublino, Marcia Russa, 4 nov 2011

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Filed under Russia/ ex Soviet Space

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