Russia Kult: utopie, anti-utopie, distopie.


Un post culturale, per una volta – domani si torna alla politica e al voto alla Duma che preme! Tre piccoli eventi da segnalare.

L’8 dicembre esce in Russia il nuovo romanzo di Viktor Pelevin, “S.N.U.F.F.” (foto). Di cosa parla? Per ora si sa solo che sarà un “romanzo-utopia”, dedicato “ai più profondi misteri del cuore femminile e ai segreti più alti dell’abilità di volo” (?), scrivono i blogger russi notando che il titolo è identico al quello di Snuff di Chuck Palahniuk, su una pornostar al tramonto. Pelevin mantiene il suo ritmo: un libro l’anno. Ma si sa, i russi lo amano meno di noi occidentali, molti lo considerano più un sociologo che un romanziere: “E’ ora di porre fine a questa seccatura annuale – non funziona – ed esce sempre lo stesso giorno dell’anno, come Babbo Natale, è a scadenza” scrive #dmitrykogan. Per #slowev3967 il libro parla anche del “Business dei media che provoca dolore alla gente, cercando di venderlo poi sotto forma di notizie – e farti felice”.

Poi, il must-read del giornalismo culturale intorno all’ex Urss dell’ultimo mese (anno?): l’incredibile racconto-mimesi di Michael Idov dal set di “Dau“, il leggendario film-prigione-esperimento che il regista russo Ilya Khrzhanovsky sta girando da sei anni in un set-micromondo totalitario nei dintorni di Kharkov – con risultati ancora ignoti. Ecco le foto scattate da Sergey Maximishin dal set (prima che fosse demolito, il lavoro sarebbe dunque finito) per il settimanale Russky Reporter. Il film forse non uscirà mai.

Nota: One of the most mysterious movie projects in today’s cinematography. It’s a movie based on the life of Soviet physicist Lev Landau. To film it, Khrzahnovsky has done the unthinkable: he’s set up an exact replicable of a Soviet town inside an enormous brick building, where saying the wrong word can either mean loss of paycheck, or, loss of job. On October 8 the town was burnt down.

Infine, il “debutto” in Russia del film-documentario su Khodorkovsky del tedesco Cyril Tuschi, presentato all’ultima Berlinale. Oggi sono andata alla conferenza stampa di presentazione qui a Mosca. La prima russa è il 2 dicembre. Vari cinema del paese avevano accettato il film con entusiasmo (tra cui 20 nella capitale), produttore e distributore avevano tutti i permessi ufficiali per la proiezione, un piccolo miracolo, si era detto, dato il tema – che faceva ben sperare. Ma all’ultimo momento hanno cambiato idea quasi tutte le sale, rifiutando il film. A Mosca – oltre a gallerie d’arte e un festival – nel circuito ufficiale a proiettare il film rimane solo il cinema Eldar, di proprietà del mitico regista di commedie sovietiche Eldar Rjazanov. “Certo non si può parlare di censura – ha detto ieri la produttrice russa. – Al massimo di autocensura, paura preventiva… non sappiamo spiegarcelo altrimenti”. Fuori Mosca, il film sarà a Novosibirsk e Angarsk: nell’ultima cittadina, pare siano stati gli spettatori a fare pressione per poterlo vedere (!). Ne riparleremo.

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Filed under Cinema russo, Khodorkovsky, Letteratura russa contemporanea, Mass, Culture & Society, Russia/ ex Soviet Space, Russian Literature, Russian Movies

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