Voglia di piazza.

…e sorrisi. Vi ho lasciato una settimana fa, il voto alla Duma mi ha risucchiato col lavoro. E vi ritrovo oggi, da una Russia cambiata. Più che nella piazza, nelle teste e nel cuore. Non di tutti, ma di molti. I russi stavolta non hanno aspettato che gli osservatori internazionali bocciassero la loro democrazia: i brogli, li hanno denunciati da soli. Via web, armati di cellulari e fotocamere puntate sul potere – l’incubo di Putin. Con uno scatto d’orgoglio incredibile, impensabile fino a due mesi fa, pochi giorni fa. E uno scatto, anzi un click, si è verificato nell’umore del paese dopo il tonfo di Russia Unita, partito al potere, nelle urne. Lunedì a Chistie Prudy a Mosca, la manifestazione contro le frodi elettorali convocata dall’opposizione via internet ha raccolto 5mila persone: pochissimi per gli standard occidentali, ma numeri mai visti da anni per l’opposizione in Russia. E la differenza non l’ha fatta la rabbia, ma i sorrisi: una piazza che non ha più paura, che non si sente più minoranza minacciata, ma in in sintonia con gli umori del popolo, anche di quello che resta a casa. Non le solite facce di oppositori esagitati e marginali ma soprattutto giovani, studenti, hypster e adulti, intellettuali e classe media, come vedete nel video sopra. Molti in piazza per la prima volta. Sorridenti. E consapevoli che ora il conformismo non va più di moda: dopo gli anni duemila della lealtà al potere (il patto putiniano di lealtà “libertà in cambio di salsicce”), la nuova moda, in Russia, è dissentire. Tanto che chi ha votato per l’Orso, ora si vergogna ad ammetterlo (vi ricorda qualcosa?).

La foto che segue invece l’ha scattata il blogger Alexei Navalny, sempre più popolare e potente in Russia, poco dopo il suo arresto: con un manipolo di audaci aveva tentato di raggiungere la Commissione Elettorale centrale, dove ancora si contavano voti con sospetto ritardo. L’ha postata sul suo Twitter in tempo reale, prima che gli togliessero il telefonino. Poco prima, lo avevo intervistato (link su Lettera 22) sulla piazza, dove ormai sono inviata in pianta stabile. Un errore madornale la sua condanna a 15 giorni di galera: quando esce, sarà un eroe più di prima.

E ieri sera, dopo i 300 arresti di lunedi, in 500 sono tornati sulla piazza del Trionfo per protestare: pochini, ma la manifestazione non era autorizzata. E’ finita con 250 fermi da parte delle truppe antisommossa schierate in massa, come se fossimo alle soglie di una rivoluzione. Ma la differenza con il passato, ancora una volta, l’ha fatta la (ex?) “massa silenziosa”: i passanti che invece di protestare per il traffico bloccato e chiedere di restar tranquilli, annuivano dalle macchine o si fermavano curiosi e indignati, gridando Vergogna! ai giovani Nashi patrioti filo Putin chiamati a fare da guardiani della rivoluzione: i fischi stavolta, li hanno presi loro. “Hanno paura di noi”, mi ha detto Vladimir, tassista russo nato a Grozny, ex funzionario di polizia, indicando  le teste di cuoio che avanzavano a testudo contro i manifestanti. E adesso, “noi” da che parte sta?

2 Comments

Filed under Mass, Culture & Society, Russia/ ex Soviet Space

2 responses to “Voglia di piazza.

  1. Complimenti, finalmente riesco ad avere notizie dalla Russia. Non so perchè ma i media non sono interessati a quello che sta succendendo lì.

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