Democrazia, sesso e contraccezione

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Le foto le avete viste. I video, pure. I numeri, anche. Sono tornati. Dopo due settimane dall’exploit inatteso di piazza Balotnaya, nonostante il gelo e le feste che cominciano, decine di migliaia di nuovo in piazza a Mosca contro le elezioni truffa, sulla prospettiva Sakharov. Il governo sperava si stancassero, l’han sminuiti chiamandola “la rivoluzione dei sazi”, “protesta borghese”, persino “fighetti del web”. Anche se il Gran Manovratore Surkov, che prima li aveva definiti “ceti urbani annoiati”, ora li elogia (leggetevelo, è da antologia). E invece erano ancora di più.  Non mollano i giovani, non molla la classe media e intellettuale russa, al di là delle attese. E oggi si sono aggiunti i loro genitori, zii e nonni: tanti adulti, coppie, anziani e pensionati, intere famiglie – e non tutti sazi, anche meno abbienti. Bandiere di tutti i colori: liberali, bolscevichi, ultranazionalisti, ecologisti e pirati. Ma soprattutto gente senza bandiera. Stavolta meglio organizzati, con 100mila euro raccolti porta a porta e sul web, migliaia di nastri e palloncini bianchi distribuiti gratuitamente, un grande palco. La polizia antisommossa abbondante come al solito che prima faceva paura, oggi nessuno la filava, e viceversa: ecco il salto.

Di nuovo ironici, creativi e irriverenti, con slogan e manifesti fai da te: sempre più diretti non solo contro il partito Russia Unita accusato di aver falsificato il voto alla Duma, ma contro Vladimir Putin, il premier russo che in tv ha offeso i manifestanti chiamandoli “scimmie” e ha paragonato i nastri bianchi simbolo della protesta a preservativi. Un boomerang: proprio i condom, insieme al Botox del premier russo, erano il tormentone oggi in piazza: “Si possono usare una sola volta, come te, sei scaduto” hanno scritto sui cartelli riferiti all’ex zar. Putin che sta per tornare presidente, a marzo, in elezioni, ancora blindate per i nuovi dissidenti: vincerà, ma gliela faranno sudare, fino al secondo turno probabilmente, e certo, non con percentuali da favola: promettono un monitoraggio a tappeto dei seggi. Fatto da volontari e cittadini comuni: così non potranno accusarli di essere pagati da Hillary Clinton.

E la novità di stile è lessico oggi era proprio questa: in slogan, manifesti e persino nei discorsi dal palco, molto sesso, tra scherzi, allusioni ed esplicite volgarità. I russi repressi per anni si sfogano anche così. I miei preferiti: una ragazza dentro il metrò regge un I Pad con su scritto: “Perché io non simulo l’orgasmo, e il nostro Stato deve simulare un’elezione?”. Un cartello: “Russia senza profilattici con botox!”. Mr Botox è il nomignolo che i “mitinguiushi” hanno affibbiato a Putin.  Qualcuno il preservativo se l’è davvero appuntato sulla giacca al posto del nastro bianco, persino compassati 60enni e professionisti! Ci sono anche le bandiere arcobaleno, pace e glbt insieme, in Russia sono una rarità. Il critico musicale ‘dissidente’ Artemy Troitsky sale sul palco vestito da preservativo (beh così dice ma sembra un coniglio natalizio) e visibilmente ubriaco grida: “Perché il nostro leader non scopa sua moglie e deve fottere noi?”. Perplessità tra i pensionati sul Prospekt (ne han viste tante..), ma anche molte risate.  “Il paese punta su di noi, e lo mette in culo a loro” fa lo scrittore Bykov nel microfono con accento classico. Niente parafrasi, insomma.

E “Niente Rivoluzione”, ripetono quasi tutti nella neve, ma una Russia Onesta, Russia senza Putin! e soprattutto “Nuove Elezioni!”: un’utopia. Ma intanto, la strategia è continuare a protestare, e chiedere riforme che scardinino il sistema poco a poco. Qualcuno vorrebbe fare più in fretta, come il blogger Navalny, gran mattatore di questo risveglio, gran populista, appena uscito dal carcere: «Siamo tanti, possiamo prendere il Cremlino e il palazzo del governo. Ma non lo faremo – per ora» avverte. Però “non possiamo aspettare tanto”, aggiunge: il nostro tempo è ora, insomma. Due concetti base in croce, e il dono di trascinar le folle: i suoi slogan li urlano tutti a memoria sulla Prospettiva, anche i meno giovani. Per ora basta e avanza, ma poi?

Fischi dalla piazza ai politici della vecchia guardia sul palco, compreso Kudrin, ex ministro cacciato dal governo Putin, fischi ai “vip” come la socialite Ksenia Sobchak, che però ha fatto un bel discorso: “Ora il passo successivo è smettere di votare “contro”, e avere qualcuno per cui votare”. Brillo anche Nemtsov, ma è comprensibile: doveva reggere i fischi, che sono puntualmente arrivati. Applausi a scrittori e musicisti impegnati – bravo Akunin, il primo a parlare. Dietro il palco e tra la folla si aggira anche l’oligarca Pròhorov candidato alla presidenza: sul palco non sale (buon per lui), ma promette legislative anticipate se verrà eletto al Cremlino. Uhm. Insomma, cominciano a delinearsi esigenze e gusti di questa strana primavera russa ancora informe. Si dicono apolitici. Ma adesso, ci vuole un partito. Un programma più preciso e fattibile. E qualcosa che somigli a un leader. Possibilmente, un nome nuovo.

Immagini: Radio Svoboda

3 Comments

Filed under Russia/ ex Soviet Space

3 responses to “Democrazia, sesso e contraccezione

  1. Gran pezzo, Lucia, e bellissime le foto. Vien voglia di prendere un treno e venire a protestare lì. Sembra che l’unico requisito sia essere preliminarmente ciucchi.

  2. esatto – e scarpe col pelo ai piedi. grazie caro! ma non è nemmeno un pezzo, solo il mio diario di ieri scritto assai in fretta (e ‘mbriaca). i giornali non escono, e non potendo travestirmi da nulla per serietà professionale, mi sfogo così, gratis… Auguri manifesti.

  3. brava lucia. speriamo davvero che non mollino.

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