In piazza per Allah, per non dimenticare, e contro la tortura.

Questa mattina ci siamo svegliati con la prima neve a Mosca, subito bagnata da una fastidiosa pioggerella. Ecco come abbiamo passato il week end.

Venerdi, ore 07:30: la preghiera per la festa islamica del Kurban Bairam, che ha riportato all’attenzione la drastica carenza di moschee a Mosca (vedi post precedenti).

Venerdi, ore 10, Dubrovka: commemorazione per i 10 anni della strage del Teatro Nord Ost. Circa 200 parenti delle vittime, e – come da 10 anni a questa parte – nemmeno un esponente delle autorità. Straziante. Fotografare all’interno del teatro sarebbe proibito, ma la guardia se n’è accorta tardi e così sono riuscita a rubare qualche scatto.

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Sabato, 0re 12: prima riunione del nuovo Consiglio di Coordinamento dell’opposizione russa, eletto on line una settimana fa. Per assistervi mi sono alzata all’alba. Piuttosto noiosa nei dettagli, siamo alla fase di rodaggio. Ma interessante per capire i nuovi equilibri nella leadership dissidente: il “Blocco Navalny” è dominante con 6 consiglieri.

Ore 15: protesta in difesa dei prigionieri politici e contro la repressione e la tortura in Russia. La manifestazione – non autorizzata, in forma di picchetto solitario per evitare sanzioni, anche se i fermi ci sono stati –  si è snodata dalla piazza della Lubianka, sede i servizi segreti russi, fino a… casa mia, il quartiere di Baumanskaia (per una volta non ho dovuto correre per tornare a scrivere), dove sta il Comitato Investigativo centrale che ha aperto una serie di inchieste su oppositori e attivisti. E il famigerato carcere speciale di Lefortovo, giusto oltre il fiume, dove è rinchiuso Leonid Vozrazhdaev. Non sembrano stanchi come mi aspettavo, gli anti Putin russi. Due forme di protesta diverse (involontaria quella della preghiera), ma in fondo indirizzate entrambe al silenzio dei vertici su problemi attuali.

(sui cartelli c’è scritto “Io sono contro la repressione e la tortura”, ma anche citazioni da Sartre, cantautori russi e ironia)

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Filed under chechnya, Islam in Russia and former Ussr, Mosca, Northern Caucasus, Opposizione russa, Putin, Russia

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