Bollettino… mensile – o “Sparare nel mucchio”

Presissima. Non mi resta che il bollettino, per ora. Esteso.

Maxim Luzianin è un cosacco, istruttore di palestra, forte e robusto, di sani principi. E’ anche il primo condannato – a 4 anni e mezzo di prigione, venerdì scorso – per il “Caso Balotnaya”, i disordini che il 6 maggio scorso alla manifestazione dell’opposizione contro il ritorno di Putin al Cremlino videro 400 feriti e mille arresti dopo violenti scontri tra dimostranti e polizia.  18 imputati, 13 già incarcerati, in attesa di processo. Max si era riconosciuto colpevole, le sue foto nell’atto di aggredire un agente antisommossa (solo lievemente ferito, che ha anche accettato le scuse di Max) giravano ovunque sul web. Sperava nella condizionale o in uno sconto. Ma il duro verdetto (l’accusa aveva chiesto 6,5 anni) fa mal sperare per il futuro degli altri. “Non credere mai ai bari”, i commenti della blogosfera.

Di Serdyukov si è scritto tanto, e lo scandalo alla Difesa russa non scema, con nuovi affari di corruzione scoperti ogni giorno e denunciati dalle autorità anche in altri settori, cadono le prime teste. La domanda è: perché viene fuori solo ora? Tanto più che il vicepremier Ivanov ha dichiarato alla tv (risorto) di sapere tutto da due anni. Tre ipotesi: si intensifica la lotta interna alle élite nel Cremlino; è un tentativo di Putin di blandire l’opposizione copiando Navalny nella lotta alla corruzione; una prova di forza dello zar. Intanto, si bisbiglia che il Nostro abbia un problema grave di ricambio dei quadri: continua a spostare le stesse pedine da un posto all’altro. Lo dimostra la notizia che Serdyukov, invece di finire sotto inchiesta (succederà solo ai pesci piccoli), secondo una fonte anonima ben informata avrebbe già trovato un nuovo lavoro: consulente del capo di Rostekhnologi Chemezov. Ilare, o geniale – visto che lo stesso Chemezov è considerato l’iniziatore del “colpo” che ha portato alle dimissioni dell’ex ministro. Secondo il politologo Stas Belkovsky, quel  che succede dimostra che Putin sta cambiando i propri rapporti con le élite, sempre più litigiose,  la sua nuova tattica è:  “Sparare nel mucchio”.

Il 4 novembre si è tenuta l’annuale Marcia Russa dei nazionalisti russi, un mezzo flop nei numeri e per il primo anno senza il blogger Navalny. Tutti si chiedono perché. Lui dice che era impegnato a varare il suo nuovo progetto, dedicato a sprechi e truffe nei condomini. Mah.

Monta lo scazzo tra Grozny e Nazran nel Caucaso, col leader ceceno in veste di bullo. Kadyrov ha deciso di vietare di seppellire i ribelli uccisi nei cimiteri ufficiali. Un’onta per l’Islam. E ha intimato ai mufti della repubblica di rifiutargli funerali e preghiere. Il problema è vecchio, con conseguenze truci in Daghestan e a Nalchik ad esempio, su cui ho un paio di storie importanti e terribili che spero di raccontarvi presto. Intanto, il presidente inguscio Evkurov ha commentato dicendo a Ramzan, in pratica, che è un’idiota. Quello gli ha risposto, peggio: pensi agli affari suoi, visto che non riesce a mettere ordine nella sua repubblica infestata da attentati e militanti. La querelle prosegue. Io che ho conosciuto e intervistato di persona entrambi i contendenti, secondo voi per chi parteggio?

Il prossimo post sarà dedicato interamente alla religione: in Russia in questo campo nell’ultimo mese sta succedendo di tutto e di più, da Maometto al Patriarca a Noè. Tutti pazzi. Stay tuned.

(Nel fotomontaggio dal Facebook russo: Putin con tante repliche di Shoigu – la crisi dei quadri)

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Filed under chechnya, Islam in Russia and former Ussr, Mosca, Northern Caucasus, Opposizione russa, Putin, Russia, Russia/ ex Soviet Space

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