Cecenia reload # Pensieri su dittature, e globalizzazione

Insomma il nuovo progetto legato a Grozny sta prendendo forma. Non posso dire di più, ma tracce ne potete trovare qui, in questo strano diario ceceno frutto delle ultime due settimane che ho passato laggiù a ottobre scorso. Così inauguro anche la mia collaborazione con Doppiozero, una bella web Cult-zine italiana (la chiamerei così). Annuncio già che seguiranno nuove puntate, molto presto.

So che mi attirerò delle critiche. Mi direte che ho dimenticato l’enorme povertà che sta dietro lo scintillio dei grattacieli, i problemi drammatici che spuntano appena superato il viale Putin, le torture e le repressioni anche fisiche. La provincia e le regioni di montagna dove molto (ma non tutto, vi racconterò) è diverso e più difficile. Che ho dimenticato Estemirova, Politkovskaya e Zarema. Ma non li ho dimenticati. Ho solo deciso che per capire la Cecenia è arrivato il momento di parlare anche d’altro, o restiamo impantanati nei cliché. E qui parlo d’altro, o almeno ci provo. The other side. Un primo sforzo. Spero sia interessante.

(Foto: Ilkin Huseynov, Grozny, ottobre 2012. Col fiore bianco nei capelli, sono io)

1 Comment

Filed under chechnya, Donne russe, Islam in Russia and former Ussr, Mass, Culture & Society, Mosca, Northern Caucasus, Opposizione russa, Putin, Russia, Russia/ ex Soviet Space, Russian women

One response to “Cecenia reload # Pensieri su dittature, e globalizzazione

  1. sam

    Its hard to find knowledgeable people on this topic, but you sound like you know what youre talking about! Thanks

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